La Ciclicità dell’Uomo Rispetto al Cosmo: L’Uomo e le Stagioni

LA CICLICITA’ DELL’UOMO RISPETTO AL COSMO

L’Uomo e le Stagioni

Cadono le foglie dagli alberi, sbiadisce la vitalità dell’estate, fluisce la conoscenza del mistero:
nell’autunno vi è la conoscenza. Questa stagione ci ricorda il tempo che passa, il “passare e
l’appassire” delle cose, ma anche degli avvenimenti e delle situazioni che viviamo, il declino o la
fase discendente della nostra energia. La celebrazione dell’Equinozio d’autunno ha un
carattere meditativo, di bilancio e di presa di coscienza che ci proietta verso il
ringraziamento, la speranza e l’attesa per un nuovo ciclo.
Si avvicina poi l’inverno, l’uomo si sente trascinato al di sotto di sé stesso, afferrato da forze
distruttive. Si può sentire nell’anima l’oscurità, come fenomeno che accompagna il gelo: è
l’avvicinamento del male. Nonostante tutto in questo momento vi è il rafforzarsi
dell’intelligenza, della riflessione e una grande spinta verso l’autoconoscenza.

Il senso
prevalente è quello del Mistero. E’ la stagione più profonda e oscura che simboleggia la morte
ma al tempo stesso conduce ad una nuova rinascita.
La primavera si collega al rinnovamento, alle novità fuori e dentro di noi; è la stagione della
rinascita, dopo l’oscurità della stagione invernale. L’inizio della primavera è stato
accompagnato da rituali e celebrazioni accomunati dal desiderio di rinascita e di rinnovamento:
finalmente la vita può tornare a sbocciare verso l’esterno. I miti legano la primavera all’amore,
alla sensualità ed al piacere di vivere, catturando i cuori con atmosfere magiche.
In estate la luce e il calore raggiungono il massimo livello, è il tempo in cui si possono vedere le
danze dei fenomeni della natura. L’estate rappresenta il culmine dell’energia, il raggiungimento
dei propri obiettivi, la forza fisica e mentale che, ben direzionata, produce opere e frutti.

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